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| da Caravaggio - studio di Golia |
Esther
avrei voluto un'andare esitante
per parole dette piano
nel buio di una sera lenta.
la porta verde ormai era chiusa
non sapevo che dietro l'angolo
una luce rossa avrebbe restituito alla mia memoria
un mattino freddo
di fuoco
che non si ripeterà.
ti aspettavano inquieti
uno di fronte all'altra
ora so che avrei seguito i tuoi passi
se solo me lo avessi chiesto.
7 marzo 2012
per parole dette piano
nel buio di una sera lenta.
la porta verde ormai era chiusa
non sapevo che dietro l'angolo
una luce rossa avrebbe restituito alla mia memoria
un mattino freddo
di fuoco
che non si ripeterà.
ti aspettavano inquieti
uno di fronte all'altra
ora so che avrei seguito i tuoi passi
se solo me lo avessi chiesto.
7 marzo 2012
al buio
non ho bisogno
di un'umanità cenciosa
dagli entusiasmi facili
che disperde odio fegatoso
ma non c'è più esilio
non c'è più fuga
rimango al buio
apro e chiudo
tengo lungo il silenzio
tra i verbi nascosto
di un dialogo che credevo morto
torna, risorgi
dallo scuro d'intorno
in questo pomeriggio freddo, si freddo,
salta ogni indugio,
riporta la mia anima altrove!
di un'umanità cenciosa
dagli entusiasmi facili
che disperde odio fegatoso
ma non c'è più esilio
non c'è più fuga
rimango al buio
apro e chiudo
tengo lungo il silenzio
tra i verbi nascosto
di un dialogo che credevo morto
torna, risorgi
dallo scuro d'intorno
in questo pomeriggio freddo, si freddo,
salta ogni indugio,
riporta la mia anima altrove!
attesa
fuoco di un bianco vuoto che brucia
nell’alba di seta
onda immensa nell’aria muta
magica notte
donami ancora spazi di luce
nel buio allegro dei segni
nell’alba di seta
onda immensa nell’aria muta
magica notte
donami ancora spazi di luce
nel buio allegro dei segni
da qui
dove ho sentito quell'amaro profumo
quando ho suonato quella nota fredda
per chi ho dipinto il nastro verde
quale voce ho avuto
chi mi ha parlato e con quale lingua?
da qui non vedo nulla
ho bisogno di salire
quando ho suonato quella nota fredda
per chi ho dipinto il nastro verde
quale voce ho avuto
chi mi ha parlato e con quale lingua?
da qui non vedo nulla
ho bisogno di salire
tecno-logica
ho inciampato in un respiro corto
potevo vedere
ma non ho guardato
shock bianco
luce vera
ostinato timore di riuscire
potevo vedere
ma non ho guardato
shock bianco
luce vera
ostinato timore di riuscire
strade
di quale luce parli
a me che vado con piede di sabbia
lasciando orme che durano il tempo di un respiro
io non so tornare
no, non so tornare
vorrei uno spazio contratto in un punto solo
accordo di poche, semplici note
rintocchi di infinito
ad abbagliarmi il cuore
ma non ho mai visto il deserto che irretisce
non conosco la città che canti
cerco solo pace per i miei occhi
e non so tornare
non so tornare
mia cara amica
io non so tornare
a me che vado con piede di sabbia
lasciando orme che durano il tempo di un respiro
io non so tornare
no, non so tornare
vorrei uno spazio contratto in un punto solo
accordo di poche, semplici note
rintocchi di infinito
ad abbagliarmi il cuore
ma non ho mai visto il deserto che irretisce
non conosco la città che canti
cerco solo pace per i miei occhi
e non so tornare
non so tornare
mia cara amica
io non so tornare
la siepe
siepe
separata siepe
così comandarono un giorno i capi
di tanti semplici soldati
non eroi, ma uomini fidati
reclutati da parole scolpite nel fuoco
parole disumane
tortura di pietra eterna
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