abbaglierai affonderai cancellerai dedicherai leggerai
prenoterai negherai procederai riazzarderai giocherai
mentirai vomiterai rimangerai terrorizzerai strizzerai
borbotterai creperai forzerai stordirai perderai odierai
troverai uscirai
proverai dovrai
temerai parlerai
vizierai volerai
godrai inizierai
vedrai proverai
potrai saluterai
mangerai sarai
irregimenterai
delirerai avrai
mirerai urterai
poterai pulirai
sfocierai dirai
vendemmierai
tranquillizzerai
somministrerai
A
disarticolavi
mimavi stancavi
origliavi farneticavi
disturbavi contorcevi
soccorrevi sopprimevi
incastravi applaudivi
non dicevi stracciavi
coccolavi ti divertivi
rimpolpavi mormoravi
sottolineavi girovagavi belavi maciullavi
imbambolavi provocavi racchiudevi usuravi
promuovevi distorcevi
ingentilivi pretendevi
pubblicavi calpestavi
esercitavi ridacchiavi
immergevi confondevi
punzecchiavi primeggiavi
mimavi stancavi
origliavi farneticavi
disturbavi contorcevi
soccorrevi sopprimevi
incastravi applaudivi
non dicevi stracciavi
coccolavi ti divertivi
rimpolpavi mormoravi
sottolineavi girovagavi belavi maciullavi
imbambolavi provocavi racchiudevi usuravi
promuovevi distorcevi
ingentilivi pretendevi
pubblicavi calpestavi
esercitavi ridacchiavi
immergevi confondevi
punzecchiavi primeggiavi
P
scrivevi leggevi suonavi giocavi
ascoltavi immaginavi mormoravi
escogitavi provavi cancellavi avevi
mimavi stavi scioccavi
tornavi eri rallentavi
perdevi asciugavi
meritavi borbottavi
ricercavi calpestavi
detestavi sterminavi
rovinavi derubavi
allertavi giocherellavi
piangevi urlavi stroncavi morivi
sbagliavi dicevi
farneticavi
imbiancavi
non tornavi
stropicciavi
imbrogliavi
spaventavi
sbalordivi
non sapevi
ascoltavi immaginavi mormoravi
escogitavi provavi cancellavi avevi
mimavi stavi scioccavi
tornavi eri rallentavi
perdevi asciugavi
meritavi borbottavi
ricercavi calpestavi
detestavi sterminavi
rovinavi derubavi
allertavi giocherellavi
piangevi urlavi stroncavi morivi
sbagliavi dicevi
farneticavi
imbiancavi
non tornavi
stropicciavi
imbrogliavi
spaventavi
sbalordivi
non sapevi
M
vibrare definire
spostare stordirsi
generare dipingere
mendicare rinunciare
sospendere dimenticare
fraintendere sparecchiare
movimentare memorizzare
ridere voltarsi abusare stirare
accorrere vedere disegnare dire
indignarsi occupare
ammalarsi eliminare
rincorrere rovistare
pernottare strappare
irrompere rimediare
codificare assopirsi
rinnegare piangersi
suicidarsi bruciarsi
annullare debellare
andarsene ripudiare
spostare stordirsi
generare dipingere
mendicare rinunciare
sospendere dimenticare
fraintendere sparecchiare
movimentare memorizzare
ridere voltarsi abusare stirare
accorrere vedere disegnare dire
indignarsi occupare
ammalarsi eliminare
rincorrere rovistare
pernottare strappare
irrompere rimediare
codificare assopirsi
rinnegare piangersi
suicidarsi bruciarsi
annullare debellare
andarsene ripudiare
E
percorrere dirigersi decidere accettare aspettare
camminare indossare essere distinguere
concedere inibire accompagnare
nascere lavorare capire
sbirciare ascoltare
combinare
avere tentare
incoraggiare dire
sapere abbandonare riservare
piantare gestire svolgere
chiamare imparare
abortire fingere
ostentare
ricordare ristrutturare
incrementare dovere salire ospitare
abitare appoggiare annotare saltare alzare dirigersi
chiedere comunicare pagare finire sentire pensare
camminare indossare essere distinguere
concedere inibire accompagnare
nascere lavorare capire
sbirciare ascoltare
combinare
avere tentare
incoraggiare dire
sapere abbandonare riservare
piantare gestire svolgere
chiamare imparare
abortire fingere
ostentare
ricordare ristrutturare
incrementare dovere salire ospitare
abitare appoggiare annotare saltare alzare dirigersi
chiedere comunicare pagare finire sentire pensare
non sono
io non sono un assistente sociale
non sono un avvocato divorzista
e nemmeno un guardiano dei cattivi
non sono amica di nessuno
non sono nemica di nessuno
non sono instancabile e sempre presente
io non sono onnisciente
non sono povera nè ricca
non sono così paziente
non sono un investigatore
non sono diplomatica per natura
non sono capace di capire tutti
non sono sempre brava ad ascoltare
non sono trasparente
ma non sono più in grado di capire cosa sono
non sono un avvocato divorzista
e nemmeno un guardiano dei cattivi
non sono amica di nessuno
non sono nemica di nessuno
non sono instancabile e sempre presente
io non sono onnisciente
non sono povera nè ricca
non sono così paziente
non sono un investigatore
non sono diplomatica per natura
non sono capace di capire tutti
non sono sempre brava ad ascoltare
non sono trasparente
ma non sono più in grado di capire cosa sono
una brutta firma
io non so come, ma le cose le sento. a volte, le vedo prima. sono arrivata puntuale in ufficio, qualche minuto in anticipo sull'orario di apertura. so che l'Ingegnere è sempre puntuale, non volevo in nessun modo trovarmi ad aprire la porta con lui alle spalle. ho appoggiato borsa e chiavi, ho acceso il pc, ho dato da bere alle piante, specie all'ultima arrivata, che se è vero che continua a fare foglie nuove, è pur vero che molte ne muoiono, e devo toglierle. ho anche provato a parlarle, ma poi mi arrendo e faccio il minimo che si possa fare. comunque, dicevo. dopo aver terminato il giro delle piante, che peraltro sono solo due, mi sono diretta ad aprire una delle finestre per lasciar entrare un po' di sole, non nella mia stanza però, perchè il rumore del traffico mi infastidisce, e infine ho riposto in bagno il piccolo contenitore che uso per innaffiare le piante. mentre mi trovavo in bagno, ho fatto un pensiero, questo: "l'Ingegnere magari mi chiede di usare il bagno, come faccio ad impedirglielo? e se non ho il coraggio di dirgli di no, mi lascia la firma, e io non tollero che lo faccia anche nel mio ufficio!". fatto questo pensiero sono uscita dal bagno, ho chiuso la porta e mi sono diretta alla mia scrivania. dopo pochi minuti qualcuno ha suonato alla porta: ero convinta fosse lui. facendo quei pochi passi dalla mia scrivania alla porta, che ho rallentato grazie a movimenti lenti, ho ripensato alla lezione che quell'uomo aveva ricevuto un giorno da un collaboratore di uno studio che frequentavo spesso, il quale ora non ci lavora più. le segretarie di quello studio si erano lamentate in sua presenza del fatto che l'Ingegnere ogni qualvolta si presentava lì per una pratica, chiedeva di usare il bagno, e nessuna voleva entrare dopo di lui poichè lo lasciava sporco, sulla tavoletta e anche a terra. nessuna di loro però avrebbe mai avuto il coraggio di far notare al professionista che il suo era un comportamento irritante. era un uomo che loro definivano viscido, la cui compagnia, anche per pochi minuti, non era gradita, così si erano rivolte al collaboratore che si era preso la briga di riprendere verbalmente l'Ingegnere in camera caritatis. il mio pensiero a quel punto si è arrestato e ho aperto la porta, ma non c'era l'Ingegnere, bensì un condomino che voleva spiegazioni sul bilancio. Mentre ero alla scrivania con questo signore per dare le spiegazioni richieste, qualcuno ha suonato alla porta. questa volta era lui, l'Ingegnere in carne e ossa. l'ho invitato a sedersi e ad attendere qualche minuto, ma lui prontamente mi ha fatto La domanda: "c'è un bagno, qui?". attimi. sono passati solo pochi attimi dopodichè ho risposto pensando 'o la va o la spacca': "certo, da quella parte, Ingegnere, con le raccomandazioni che le fece a suo tempo il Sig. Orfeo". ecco. la frase l'avevo detta. ho alzato la testa e ho guardato nella sua direzione. lui stava già con la mano sulla maniglia della porta del bagno. ha risposto qualcosa come un "si, si". poi ha spinto la porta ed è entrato. mi sono seduta di nuovo alla scrivania, e ho continuato a rispondere alle domande del condomino sul bilancio. dopo qualche minuto, l'Ingegnere è uscito dal bagno e si è accomodato al tavolo riunioni, in posizione diametralmente opposta alla mia, da dove poteva vedermi. mi sono sentita osservata. quando il condomino con cui stavo parlando è uscito, ho detto all'Ingegnere: "prego, si accomodi". per tutta risposta mi ha detto: "ho preparato le carte qui". sono andata al tavolo dove si trovava lui, abbiamo sbrigato le pratiche necessarie in pochissimi minuti, dopodichè si è alzato dicendo senza guardarmi: "grazie e arrivederci". finalmente era uscito. ho pensato che me la farà pagare, in qualche modo. ma io ho ancora il mio bagno pulito. vuoi mettere la soddisfazione!
la torre - again
di gomma nera appesa
faccio subito conoscenza,
mentre insisto a cavalcare la distanza
dallo slalom programmato
tra parole di provincia.
salgo e torno al reticolato,
segnato da appezzamenti ematici
tracciati nel vuoto
sorretti da piccola pelletteria che produce
ornamento, e nulla più.
ornamento, anche il mio esserci.
vecchio con bastone,
alla morte nulla importa del tuo genio
ti ho salvato
e salvo fu il reticolato,
che continua a produrre ornamento.
faccio subito conoscenza,
mentre insisto a cavalcare la distanza
dallo slalom programmato
tra parole di provincia.
salgo e torno al reticolato,
segnato da appezzamenti ematici
tracciati nel vuoto
sorretti da piccola pelletteria che produce
ornamento, e nulla più.
ornamento, anche il mio esserci.
vecchio con bastone,
alla morte nulla importa del tuo genio
ti ho salvato
e salvo fu il reticolato,
che continua a produrre ornamento.
dei primi
la prima volta a piedi nudi sul pavimento, dopo l'inverno
il primo colore nuovo, in mano
la prima pedalata senza aiuto
il primo giorno di primavera, a Firenze
la prima manifestazione
il primo giro di do
la prima scottatura
il primo taglio corto di capelli
il primo racconto della rana e del coccodrillo
la prima scarpa col tacco
la prima penna stilografica
la prima neve
il primo segreto
la prima compagna di banco
la prima firma
il primo sbadiglio
la prima delusione
il primo sole
la prima volta, sul palco
la prima volta, al distributore di benzina
la prima sigaretta
il primo pallone di cuoio
il primo odore di stampa
il primo giorno di mestruazione
la prima volta che ho visto le nuvole, dall'alto
il primo figlio
il primo esame all'università
il primo quadro ad olio
il primo diario
il primo sguardo condiviso
la prima volta in un coro
la prima seduta di yoga
la prima confessione
il primo viaggio a Parigi
il primo no
la prima volta sul tatami
il primo tatuaggio
la prima volta al galoppo, in Camargue
la prima medaglia
la prima canna
il primo bagno in mare, d'estate
la prima corsa inutile
la prima Scrittura in ebraico
il primo chiarimento
il primo giorno alla Scuola Libera del Nudo
la prima notte in ospedale
il primo caffè senza zucchero
il primo giorno che ho preso l'ascensore
la prima sfida ad occhi chiusi
la prima pioggia acida
il primo acquisto sbagliato
il primo incubo a occhi aperti
il primo libro rubato
il primo pensiero, sul nulla
(to be continued)
la prima volta che ho disegnato dei fiori
la prima volta che ho avvertito l'onda, immensa
la prima volta che ho visto un quadro di Francis Bacon
il primo sguardo sull'oceano
la prima volta che sono entrata con il treno alla stazione centrale di Milano
il primo svenimento
la prima sberla che ho ricevuto
il primo colore nuovo, in mano
la prima pedalata senza aiuto
il primo giorno di primavera, a Firenze
la prima manifestazione
il primo giro di do
la prima scottatura
il primo taglio corto di capelli
il primo racconto della rana e del coccodrillo
la prima scarpa col tacco
la prima penna stilografica
la prima neve
il primo segreto
la prima compagna di banco
la prima firma
il primo sbadiglio
la prima delusione
il primo sole
la prima volta, sul palco
la prima volta, al distributore di benzina
la prima sigaretta
il primo pallone di cuoio
il primo odore di stampa
il primo giorno di mestruazione
la prima volta che ho visto le nuvole, dall'alto
il primo figlio
il primo esame all'università
il primo quadro ad olio
il primo diario
il primo sguardo condiviso
la prima volta in un coro
la prima seduta di yoga
la prima confessione
il primo viaggio a Parigi
il primo no
la prima volta sul tatami
il primo tatuaggio
la prima volta al galoppo, in Camargue
la prima medaglia
la prima canna
il primo bagno in mare, d'estate
la prima corsa inutile
la prima Scrittura in ebraico
il primo chiarimento
il primo giorno alla Scuola Libera del Nudo
la prima notte in ospedale
il primo caffè senza zucchero
il primo giorno che ho preso l'ascensore
la prima sfida ad occhi chiusi
la prima pioggia acida
il primo acquisto sbagliato
il primo incubo a occhi aperti
il primo libro rubato
il primo pensiero, sul nulla
(to be continued)
la prima volta che ho disegnato dei fiori
la prima volta che ho avvertito l'onda, immensa
la prima volta che ho visto un quadro di Francis Bacon
il primo sguardo sull'oceano
la prima volta che sono entrata con il treno alla stazione centrale di Milano
il primo svenimento
la prima sberla che ho ricevuto
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