"ciao sono giovanni, ti è arrivato il bonifico?"
"si, l'ho visto, e l'ho caricato a bilancio anche se arrivato in ritardo"
"ma io non ho mai ricevuto le carte..."
"si, giovanni, in raccomandata, come per tutti"
"beh comunque volevo avvisarti che ho trovato peli pubici sopra al mio condizionatore nel terrazzo. hai spedito la lettera a quella che mi sta sopra?"
"no, giovanni, ho avuto cose più urgenti da fare. ne parliamo in riunione"
"ma quando la fai questa riunione?"
"dopo la metà del mese. prima ho convocato i revisori dei conti".
"si ma non farla alle sei di sera!"
"non ho mai fatto riunioni alle sei di sera, giovanni"
"eh, amministratore, ti cresce il naso..."
"no, giovanni, ti sbagli"
"ne sono sicuro!"
"giovanni, ho i verbali con la data e l'ora di tutte le riunioni, quando vuoi.."
"no, no, hai convocato una riunione l'anno scorso alle sei di sera"
"giovanni, ti confondi con le revisioni dei conti, quelle si, le faccio entro le sette di sera, possibilmente".
"ah, si, beh, comunque non ho più guardato se i negri cioè, i mori là, hanno ancora i copertoni dentro al box auto"
"non ci sono, giovanni, li ho fatti togliere"
"ah, comunque la macchina con l'assicurazione scaduta è andata via"
"si, ho visto, avevo interessato la proprietaria dell'appartamento perchè avvisasse i suoi inquilini"
"e comunque alla prossima riunione mi faccio mettere ministro!"
"non abbiamo ministri, in assemblea condominiale, giovanni, al massimo puoi dare la disponibilità per fare il presidente"
"ecco, si, farò una strage!"
"come vuoi"
"ah! la cagna adesso abbaia meno, la situazione è un po' migliorata. ma adesso che mi sono rilassato dico a mia moglie che si compri gli ultrasuoni per quella maledetta cagna. ma le hai viste le foto che ti ho mandato dei peli sul mio condizionatore?"
"giovanni, le foto le ho viste. ne riparliamo in riunione. non posso spedire una lettera a settimana per ogni minima cosa..."
"minima??"
si, giovanni, minima, se vi parlaste fra condomini".
"si ma mia moglie è incinta, è a casa tutto il giorno, e vede tante cose, capisci??"
"capisco, giovanni, capisco".
"ok ci vediamo alla riunione allora"
"ciao giovanni"
flashback
vermi sull'asfalto lucido dopo il temporale. ho scarpe di vernice e ne pesto uno. con un piede resto ferma. quello che ha pestato il verme scivola un attimo verso destra, poi si blocca. il rumore sotto la suola mi dà un brivido su tutto il corpo. non riesco a guardare. non posso fare a meno di guardare. schifo.
quello che c'è
lui non saluta nessuno - concentrato
su trampoli di neve
lei filosofa stagionata
abita un vento che brilla
io dei topi appesi
non ne so niente
mini pozzanghera specchio
città cantiere
rientro stanco
su trampoli di neve
lei filosofa stagionata
abita un vento che brilla
io dei topi appesi
non ne so niente
mini pozzanghera specchio
città cantiere
rientro stanco
![]() |
| elezioni 2013 |
il blu si insinua
il rosso ..........................................................................................................................
pensavo mi venisse qualcosa per il rosso
forse è meglio puntare sulla linea
spezzata
tratteggiata
curva
retta
.......................................................................................
lasciamo perdere.
lasciamo perdere?
dimenticavo il bianco
c'è anche un po' di bianco
e a me piace il bianco
ma il bianco è bianco
obliquo
silenzioso
immenso in potenza
mica si muove
sta lì
lo vedi solo dopo che hai visto il nero
il nero viene prima, sempre
è quello che dice
il bianco invece
non dice
ascolta
tutto questo tempo
per arrivare a questo punto
eh
la dedica
La folla spingeva, e la ragazza
si trovò in un attimo scalzata fuori dal gruppo con in mano il libro e la
penna. Non fece un passo senza ripensare a lui, alla sua voce, alle sue poche
parole, ai suoi movimenti lenti, a quando con noncuranza aveva preso in mano il
libro e aveva scritto in fretta qualcosa senza sollevare la testa verso di lei.
Non aprì subito su quella pagina, tenne il libro stretto al petto, uscì dalla libreria
e si avviò verso una panchina.
Il libro rimase aperto su quella
panchina. Sulla pagina della dedica, c’era scritto in basso a destra togliti
dai coglioni.
storie
Lei era la figlia del barbiere. Lui se ne era perdutamente innamorato. Passava ogni giorno davanti alla
porticina del negozio, spiando attraverso il vetro per vedere a quale cliente
riservava le sue attenzioni. Contava i minuti, aspettava fumando che il cliente
uscisse. Covava un rancore che aumentava di giorno in giorno. Non tollerava
l’idea che le sue mani accarezzassero le teste degli altri, che il suo profumo
avvolgesse altri uomini, che gli sguardi degli altri si posassero sulla sua
scollatura. Un mattino d’inverno la trovarono senza vita. La gola recisa da un
rasoio da barba, e in tasca una foto di lui, completamente calvo.
Le litanie di Satana (C. Baudelaire)
Tu, che sei il più saggio e il più bello degli Angeli,
Dio tradito dalla sorte e privato di lodi,
Satana, abbi pietà della mia lunga miseria!
Principe dell’esilio, al quale s’é fatto torto,
e che, vinto, sempre più forte risorgi,
Satana, abbi pietà della mia lunga miseria!
Tu, che sai tutto, gran re delle cose sotterranee,
guaritore familiare delle nuove angosce,
Satana, abbi pietà della mia lunga miseria!
Tu, che perfino ai lebbrosi, ai paria maledetti,
insegni con l’amore il gusto del Paradiso.
Satana, abbi pietà della mia lunga miseria!
Tu, che da quella vecchia e forte tua amante ch’è la Morte
generasti quella Speranza pazza e seducente,
Satana, abbi pietà della mia lunga miseria!
Tu, che dai al proscritto quello sguardo calmo e altero
che danna tutto un popolo intorno a un patibolo,
Satana, abbi pietà della mia lunga miseria!
Tu, che sai in quali angoli di terre insidiose
il Dio geloso nascose le pietre preziose,
Satana, abbi pietà della mia lunga miseria!
Tu, con l’occhio chiaro che conosce i profondi arsenali
dove dorme sepolto il popolo dei metalli,
Satana, abbi pietà della mia lunga miseria!
Tu, con la mano larga che nasconde precipizi
al sonnambulo errante sull’orlo d’edifici,
Satana, abbi pietà della mia lunga miseria!
Tu, che come un mago rendi elastiche le vecchie ossa
del ritardadario ubriacone calpestato dai cavalli,
Satana, abbi pietà della mia lunga miseria!
Tu, che per consolare il debole che soffre
c’insegnasti a mischiare lo zolfo ed il salnitro,
Satana, abbi pietà della mia lunga miseria!
Tu, che stampi il tuo marchio, complice sottile,
sulla fronte dello spietato e vile Creso,
Satana, abbi pietà della mia lunga miseria!
Tu, che metti in occhi e cuore di ragazze
il culto delle piaghe e l’amore per i cenci,
Satana, abbi pietà della mia lunga miseria!
Bastone degli esuli, lampada degli inventori,
confessore degli impiccati e dei cospiratori,
Satana, abbi pietà della mia lunga miseria!
Padre adottivo di quanti Dio Padre cacciò
nella sua nera collera dal paradiso terrestre,
Satana, abbi pietà della mia lunga miseria!
Iscriviti a:
Post (Atom)
